Conosciuta anche con il triste “nomignolo” di killer silenzioso – come altre patologie croniche – l’osteporosi e’ caratterizzata da una progressiva e costante perdita di calcio dalle ossa che così diventano fragili ed a alto rischio di frattura, in caso di cadute. Classicamente ci si riferisce al l’osteporosi postmenopausale, ma anche gli uomini possono soffrire di tale patologia. In Italia si stima che 3 milioni e mezzo di donne ed 1 milione di uomini siano affetti da osteoporosi. Circa 80.000 le fratture di femore ogni anno mentre sono 250.000 le fratture totali da osteoporosi. L’80% delle persone che subiscono una frattura di femore non riesce più’ a salire le scale e la metà non è più autonoma. Una precoce diagnosi ed una adeguata terapia possono ridurre del 70% il rischio di fratture.

La reumatologia – branca della medicina deputata alla diagnosi ed alla terapia di numerose patologie caratterizzate dal fatto che provocano danni più o meno gravi a carico dell’apparato locomotore ,cioè delle articolazioni, con conseguente limitazione della loro funzione.
Come già si evince dalla definizione, il termine reumatismo( derivazione dal verbo reo che vuol dire “scorrere” ) poiché nella medicina antica si pensava che ”fluidi tossici” scorressero nell’ organismo provocando dolori articolari e segni di infiammazione. Numerose le patologie che possono essere raggruppate sotto questa definizione e non è semplice essere chiari sull’argomento. È proprio per cercare di parlare un linguaggio comune nel corso degli anni, sono state proposte diverse classificazioni delle varie sindromi considerate come malattie reumatiche.
La classificazione più conosciuta in Italia è quella proposta dalla SIR (Società Italiana di Reumatologia)
La classificazione SIR prevede 13 gruppi:
1) Artrosi (osteoartrosi)
2) Artriti primarie
3) Artropatie da microcristalli e dismetaboliche
4) Affezioni dolorose non traumatiche del rachide
5) Malattie dell’osso
6) Connettiviti e vasculiti (malattie reumatiche sistemiche)
7) Artriti causate da agenti infettivi
8) Reumatismi extra-articolari
9) Sindromi neurologiche, neurovascolari e psichiche
10) Malattie congenite del connettivo
11) Neoplasie e sindromi correlate
12) Altre malattie che si presentano come possibili manifestazioni reumatologiche
13) Miscellanea-
Cerchiamo di definire meglio alcuni concetti

L’artrosi (anche osteoartrosi) è, sicuramente, la patologia articolare più diffusa fra le persone adulte; è una grave patologia degenerativa a carattere cronico caratterizzata da usura della cartilagine articolare, come nelle artrosi della articolazioni coxofemorali, delle ginocchia o della colonna vertebrale. In questo caso il dolore è tipicamente “ da carico”, il paziente avverte dolore quando carica con il peso l’articolazione malata, mentre il riposo attenua o annulla il sintomo.
Le artriti primarie sono patologie caratterizzate da un processo infiammatorio che si localizza a livello di un’altra struttura dell’articolazione, non della cartilagine, ma della sinovia . Fanno parte di questa categoria l’artrite reumatoide ,la spondilite anchilosante, l artrite psoriasica le artriti enteropatiche,percitare le più frequenti-In questi casi il dolore è di tipo “infiammatorio” cioè non viene attenuato dal riposo ,anzi può peggiorare nelle ore notturne ed associarsi a rigidità articolare al risveglio.
Le artropatie da microcristalli sono patologie caratterizzate da un deposito di cristalli nelle cavità articolari che si manifestano come infiammazioni acute e recidivanti accompagnate da intensi dolori.la Gotta è sicuramente la malattia più conosciuta, ma ricordiamo anche la pseudogotta. La condrocalcinosi ccaratterizzate dalla presenza di altri cristalli,
Rientrano nella categoria delle affezioni non traumatiche del rachide condizioni patologiche quali le cervicalgie, le lombalgie e le dorsalgie; queste affezioni possono essere causate da processi degenerativi, infiammatori, metabolici, neoplastici ecc.
La categoria delle malattie dell’osso, comprende serie patologie come osteoporosi , l osteomalacia , il morbo di Paget. Un cenno particolare merita l osteoporosi, sia per la frequenza sia per il trattamento che spesso è parziale e non adeguato. Si rammenta ad esempio l importanza di un adeguato apporto di vitamina D (molto spesso carente nelle donne post-menopausa) sia di Calcio, anch’ esso spesso insufficiente nella dieta.
La categoria delle malattie reumatiche sistemiche, comprende serie patologie quali, per esempio, il lupus eritematoso sistemico, le vasculiti, la sindrome di Sjögren, la sclerodermia ec per questo gruppo si parla di malattie Autoimmuni. Cerchiamo di capire meglio cosa significhi malattia autoimmune . Sappiamo che il sistema immunitario ci difende dalle aggressioni esterne(es batteri Virus) a volte però crea anticorpi contro proprie strutture danneggiandole. Quale esempio possiamo considerare la Tiroidite autoimmune, in questo caso esiste un solo organo “bersaglio” aggredito con conseguente perdita della funzione della ghiandola. In altri casi i “per esempio nel Lupus Eritematoso Sistemico quasi tutti gli organi possono essere “bersagli” dell’aggressione autoimmune con conseguente alterazione della funzione, quali ad esempio i Reni, il Cuore il Sistema Nervoso Centrale, la pelle, le articolazioni.
Nella categoria dei reumatismi extra-articolari rientrano praticamente tutte quelle malattie reumatiche che interessano le strutture al di fuori delle articolazioni quali tendini, legamenti e strutture connettivali. Sono più frequenti nel periodo d’età compreso fra i 25 e i 45 anni. Tipici esempi di reumatismi extra-articolari sono patologie quali le borsiti, le fasciti, le tenosinoviti, la periartrite della spalla e quella dell’anca, la fibromialgia ecc. E’ opportuno spendere due parole si questa strana malattie che e’ la Fibromialgia. Quasi tutte, o almeno la gran parte delle famose ”ho la cervicale”, son riferibili in realtà a questa patologia! Spesso si tratta di donne, anche giovanissime che lamentano dolori muscolari diffusi, specie in sede cervicale ,ma spesso anche dorso lombare, assocìato a “formicolii” delle mani, malessere diffuso ,colon irritabile ed altri sintomi, che sarebbe troppo lungo elencare! Gli esami ematochimici (“le analisi”) sono sempre normali e la radiografia della colonna cervicale mostra la scomparsa della fisiologica lordosi di questo segmento del rachide. In sintesi questi sono i dati salienti di una patologia tanto diffusa quanto sconosciuta!

Quanto sono diffusi i reumatismi?
Sicuramente le malattie reumatiche, che nella maggior parte dei casi sono rappresentate da patologie a carattere cronico, sono tra le condizioni patologiche più diffuse a livello mondiale. La forma degenerativa, comunemente conosciuta come “Artrosi” colpisce oltre il 10 per cento della popolazione ed aumenta con l’età in maniera esponenziale, mentre sono oltre un milione, in Italia le persone affette da “artriti e malattie autoimmuni”.
La diagnosi e il trattamento
Non si possono dare indicazioni diagnostiche generali visto il notevole numero di patologie classificate come malattie reumatiche; quel che è certo è che, come del resto in ogni malattia importante, è di fondamentale importanza la precocità della diagnosi. Un diagnosi precoce ,oggi possibile dato l’enorme progresso della radiologia, dell’ecografia e delle indagini di laboratorio, permette al Reumatologo una diagnosi corretta ed una terapia sicuramente in grado di migliorare la qualità della vita per tutti i pazienti affetti da malattie reumatiche nonché di ridurre drasticamente l’incidenza delle fratture nell’osteoporosi!
Responsabile dell’Ambulatorio di Reumatologia è il Dott. Giuseppe Franchi laureato in Medicina e Chirurgia con Lode il 1971 .specialista in Medicina Interna e in Reumatologia , già responsabile dell’Unità Operativa dipartimentale di Immunologia Clinica, presso A.C.O. San Filippo Neri, professore a contratto presso l’Università Cattolica Policlinico Gemelli, con esperienza trentennale nella diagnosi e nella terapia delle malattie reumatiche.

A cura del Dott. Giuseppe FRANCHI, Specialista in Medicina Interna e in Reumatologia , già responsabile dell’Unità Operativa dipartimentale di Immunologia Clinica, presso A.C.O. San Filippo Neri, docente presso l’Università Cattolica Policlinico Gemelli.